Il web compie vent’anni: …..Mi piace!

     Il web compie venti anni. Un traguardo importante per l’umanità, che ha vissuto una rivoluzione senza quasi accorgersene. Di fatti il genere umano ha assisto ad una serie improvvisa di innovazioni che hanno cambiato per sempre il suo modo di essere e di vivere. Ognuno di noi, quando si collegava con i primi modem, avvertiva che qualcosa di mai visto prima si stava affacciando. Aspettava con un inconfessato desiderio che il suono del dispositivo terminasse la sua procedura per essere collegati alla grande rete. Anche l’utente meno esigente, che aveva scaricato per esempio WinMX perché consigliato dal sempre presente amico smanettone, provava un senso di potenza quando digitava il titolo di una canzone o il nome del suo gruppo preferito. In un attimo apparivano centinaia di link per essere scaricati e poi a sua volta condivisi. Dalle canzoni a ogni tipo di file, grazie a software peer-to-peer che permettevano la condivisione di milioni di hard disk che a sua volta contenevano milioni di file di ogni genere. L’utente più affamato di conoscenza poteva, al contrario,  ammirare la quantità di informazioni disponibili lanciando il browser Netscape e poi il motore di ricerca AltaVista. Anche qui in un attimo si aveva accesso a “tutta” la conoscenza umana sino a quel momento disponibile, ma soprattutto aggiornata. Non esistendo ancora la telefonia mobile, o almeno come la intendiamo noi oggi, il possedere un account di posta elettronica significava comporre un messaggio e recapitarlo istantaneamente. Ciò rappresentò l’abbandono immediato di forme di comunicazioni che in una frazione di secondo divennero ‘primitive’.

     Nuovi scenari si affacciavano anche nel mondo degli affari. Le aziende commerciali e non potevano veicolare le loro merci o la loro attività creando siti web più o meno sofisticati, in grado di raggiungere in linea teorica ogni computer collegato. Ai canali tradizionali di vendita e di pubblicità si poteva affiancare la rete per aggredire nuovi mercati. Tuttavia lo stesso concetto di scambio tradizionale era destinato a subire un colpo quasi inaspettato. Con la nascita delle aste on-line, dei feedback e delle formule compra subito ma anche del last-minute si verificò un cambiamento nel modo di concepire gli acquisti e al tempo stesso di proporli.

     La successiva possibilità di caricare video portò a nuove evoluzioni che interessarono diversi settori, sia inerente alla sfera personale che professionale o commerciale.

     Insomma, già agli albori si intravedevano dei sentieri che erano destinati a diventare delle vere e proprie autostrade, popolate da utenti sempre interconnessi che viaggiano ad alte velocità.

     Non sono però tutte rose e fiori. Tutela della proprietà intellettuale, privacy, diffusione di virus, trojan, worm, furto di identità, dipendenza dalla rete, controllo e libertà. Questi sono soltanto alcuni dei temi che man mano bisognava e bisogna affrontare.

In questo senso gli argomenti richiamati, siano essi positivi o negativi, e certamente quelli indicati non sono esaustivi ma citati solo a titolo di esempio, presi singolarmente possono sembrare soltanto il frutto di un’evoluzione “normale”, ma se li uniamo, o meglio ancora li mettiamo in interconnessione generano un’esplosione nucleare!

     Il caso più eclatante è l’unione delle potenzialità offerte della rete con quelle di un dispositivo mobile sempre più accessoriato. Dalle fotocamere al GPS, dalla vibrazione ai sensori di movimento, dai giochetti preinstallati ai market evoluti. Così il telefonino diventa un congegno dalle potenzialità sconfinate. L’Italia da sempre tra i primi posti nella diffusione dei cellulari, lamentava un ritardo nella diffusione di internet nelle case. Oggi si può tranquillamente accedere in rete utilizzando solo un telefono mobile evoluto. Ma facciamo un ulteriore legame, quasi come se fosse una formula chimica segreta ma al tempo stesso diabolica, utilizzando i social network, e otterremo la misteriosa miscela esplosiva. Non si parla di altro: Facebook, Twetter, Youtube sono sulla bocca di tutti. I quotidiani in ogni occasione li richiamano. Tutta questa curiosità ha generato un grande interesse a beneficio anche delle connessioni -dati- che sono aumentate in maniera esponenziale. A volte non si capisce se le persone partecipano ad un evento per il solo piacere d’esserci o per pubblicare poi le foto/video su FB. In poche parole se non hai un profilo semplicemente non esisti. Sicuramente i social vanno considerati come un mezzo ed il suo uso può essere virtuoso o patologico come per tutti gli strumenti, ma non possiamo non registrare il fatto che stanno rincitrullendo i più.  Mi colpì una frase di un relatore ad un convegno, il quale parlando dei social  network lamentò il fatto che nel momento in cui si disconnesse per qualche tempo la sua vita sociale si ridusse quasi a zero. Ha mai avuto prima una vera vita sociale o quella a cui si riferiva era solo una “finzione” costruita con i mi piace e i commenti ai post? Mi piace, commenti, foto, video, pensieri, grado di parentela, situazione sentimentale, link di vario genere. All’alchimista diabolico gli si illumina una idea nella sua testa: aggiungiamo l’elemento GPS e il gioco è fatto. Milioni di informazioni vengono registrate e localizzate, archiviate e analizzate o almeno questo può essere fatto in linea teorica. A pensar male si fa presto e si può citare il fatto che l’Italia è al secondo posto per furti di identità. Ma come è possibile? E’ possibile perché così come avviene per i punti del centro commerciale dove l’illusione di avere chissà quali sconti o offerte eccezionali spinge il consumatore a utilizzare una tessera che traccerà tutti i suoi acquisti, così il sogno di vivere una vita del tutto diversa da quella che in realtà è, porta l’utente dei social a pubblicare di tutto, persino le foto dell’ecografia del proprio figlio non ancora nato, la quale poi sarà a disposizione del sito o di altri. Le Aziende sono state costrette ad apporre dei filtri per evitare che i propri dipendenti passassero troppo tempo tra la scheda home e il profilo personale, sempre alla ricerca di qualche frase riciclata o catena di S. Antonio da nutrire. Inutile, ci sono adesso anche gli smartphone. Spesso troviamo persone che fanno una dettagliatissima cronistoria di ogni loro azione o al contrario si fissano sempre sugli stessi argomenti, quasi come se volessero esorcizzare le loro fissazioni o frustrazioni. Tutto ciò è possibile in quanto i computer ci hanno abituato ad ottenere le cose con pochi click, anche a costruire una vita virtuale parallela. Ci hanno abituato a modificare le foto, togliendo quello che non ci piace. Ci hanno abituato a comunicare senza stringerci la mano. Ci hanno “costretti” a dedicare loro la maggior parte della nostra vita.

     Forse la lezione che possiamo imparare da questi venti anni è che qualsiasi idea, nata per sviluppare e migliorare l’esistenza delle persone ma anche e soprattutto per fare soldi, deve poi fare i conti con l’interconnessione la quale, potendosi nutrire di tutte le innovazioni tecnologiche, dopo un po’ potrà vantare una vita propria fino a diventare in alcuni casi un vero mostro che ci condiziona e divora il nostro tempo limitato. Ma diversamente da Polifemo che aveva un solo occhio, i social ne hanno infiniti e sono molto più sofisticati, in grado anche di registrare e conservare tutto per sempre. Allora non ci rimane altro che far appello ancora una volta ad Ulisse.

*Articolo pubblicato sul n° 161 della rivista Beltel

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